IL FLOP NON É LA CAMPAGNA DEL PD

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campagna tesseramento PD“Conosci Faruk?”, “Conosci Veronica?”
Io no, ma non posso negare che, intrappolata nel traffico cittadino, mi sono sentita anche un po’ fuori dal giro e mi sono ripromessa, come da indicazioni del manifesto, di andare sulla pagina Facebook Conosci i miei? per recuperare. Qui ho scoperto si trattava della campagna di tesseramento del PD.

Oggi vedo montare la polemica, che parte da una ragione oggettiva (manifesti abusivi ovunque) sostanziandola con argomenti che inveiscono contro l’uso sbagliato dei socialnetwork. Un Popolo di Cittadini che sconfina nel Popolo di Comunicatori Web.
Premesso che, come cittadina, non posso che essere molto arrabbiata per lo schifo cartaceo che uccide la mia cittá, come una che fa il mestiere di cui prova a parlare questo sito aziendale, invece, non mi sentirei di dire che la scelta di comunicazione del PD sia stata formalmente sbagliata.

Formalmente, non c’é nulla di strano nel lanciare una campagna sui manifesti e far seguire un punto di raccordo sul web. Farlo su Facebook, poi, costa poco ed é facile: aggiornamenti rapidi, nessun grafico, nessun tecnico a vergare specifiche.
Ma la sostanza é un’altra. É contenuto.
Ritenere che il tesseramento di un partito (contenuto) possa essere un tema spendibile sui social network esprime il limite, non della comunicazione del PD, ma della politica tutta. Che é sorda, refrattaria ai segnali della societá o troppo ingessata per accoglierli.
Infatti le persone e i militanti mettono un LIKE e poi ne approfittano per scaricare una badilata di insulti.

A questo punto, pensa uno, ora che -sia pure per errore- hanno aperto un luogo di ascolto sui socialnetwork (su un tema del cavolo, d’accordo), lo useranno a proprio vantaggio.
E invece no. Siccome la pagina Facebook Conosci i miei? é nata per promuovere il tesseramento, resta fedele alla propria missione e si comporta come un volantino. E il volantino, per sua natura, non interagisce con chi dice “che shifo questi volantini buttati in terra!”.

Mi limito a segnalare questo lucidissimo post, che potete leggere per intero, e ve lo consiglio, ma che in sostanza si racchiude in un passaggio:

“C’è anche da dire una cosa, a discolpa dei partiti (non solo il PD), che sono un covo di incapaci e di falliti, gente che non ha un lavoro, una professionalità, una preparazione, ma nemmeno un ideale. Gente così non è capace di fare nulla se non replicare l’organizzazione che ha trovato. Peggiorandola magari. E allora è inutile ammazzarsi per far funzionare l’organizzazione per come era una volta. Molto meglio voltare pagina.”

Se ci si ostina a comunicare questi temi, non esiste mezzo, socialnetwork o partecipazione possibile per agire in maniera degna. Quindi, al netto dei manifesti abusivi -che potevano e dovevano non essere tali al di là degli obiettivi di comunicazione-, ad essere un flop non é la campagna nella sua Forma ma la politica nel suo Contenuto. Sul web e non.
E siccome questo lo sappiamo, non é tempo di ergerci a esperti della Rete ma di “voltare pagina” come cittadini, chiedendo che si fermi lo scempio delle cittá, terra dell’abuso del potere di maggioranze e opposizioni, ma anche, per favore, che ci si rassegni al cambiamento.
E se si vuole tesserare, lo si faccia porta a porta. E’ più virale.

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