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	<description>Manafactory vi affianca, vi guida e vi rende autonomi sul web.</description>
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		<title>IL FLOP NON É LA CAMPAGNA DEL PD</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 21:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-746" href="http://www.manafactory.it/news/il-flop-non-e-la-campagna-del-pd/attachment/conosciimiei_pd"><img class="alignleft size-full wp-image-746" title="conosciimiei_PD" src="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2012/01/conosciimiei_PD.jpg" alt="campagna tesseramento PD" width="220" height="80" /></a>&#8220;Conosci Faruk?&#8221;, &#8220;Conosci Veronica?&#8221;<br />
Io no, ma non posso negare che, intrappolata nel traffico cittadino, mi sono sentita anche un po&#8217; fuori dal giro e mi sono ripromessa, come da indicazioni del manifesto, di andare sulla <strong>pagina Facebook <a href="https://www.facebook.com/imiei" target="_blank">Conosci i miei?</a> </strong>per recuperare. Qui ho scoperto si trattava della <strong>campagna di tesseramento del PD</strong>.</p>
<p>Oggi vedo <strong>montare la polemica</strong>, che parte da una ragione oggettiva (<strong>manifesti abusivi ovunque</strong>) sostanziandola con argomenti che inveiscono contro l&#8217;<strong>uso sbagliato dei socialnetwork</strong>. Un Popolo di Cittadini che sconfina nel Popolo di Comunicatori Web.<br />
Premesso che, come cittadina, non posso che essere molto arrabbiata per lo schifo cartaceo che uccide la mia cittá, come una che fa il mestiere di cui prova a parlare questo sito aziendale, invece, non mi sentirei di dire che la scelta di comunicazione del PD sia stata <em><strong>formalmente</strong></em> sbagliata.</p>
<p><em><strong>Formalmente</strong></em>, non c&#8217;é nulla di strano nel lanciare una campagna sui manifesti e far seguire un <strong>punto di raccordo sul web</strong>. Farlo su Facebook, poi, costa poco ed é facile: aggiornamenti rapidi, nessun grafico, nessun tecnico a vergare specifiche.<br />
Ma la sostanza é un&#8217;altra. É <strong>contenuto</strong>.<br />
Ritenere che <strong>il tesseramento di un partito</strong> (contenuto) possa essere un tema spendibile sui social network esprime <strong>il limite</strong>, non della comunicazione del PD, ma della politica tutta. Che é sorda, refrattaria ai segnali della societá o troppo ingessata per accoglierli.<br />
Infatti le persone e i militanti mettono un LIKE e poi ne approfittano per scaricare una badilata di insulti.</p>
<p>A questo punto, pensa uno, ora che -sia pure per errore- hanno aperto un luogo di ascolto sui socialnetwork (su un tema del cavolo, d&#8217;accordo), lo useranno a proprio vantaggio.<br />
E invece no. Siccome la pagina <strong>Facebook <a href="https://www.facebook.com/imiei" target="_blank">Conosci i miei?</a></strong> é nata per promuovere il tesseramento, <strong>resta fedele alla propria missione</strong> e si comporta come <strong>un volantino</strong>. E il volantino, per sua natura, non interagisce con chi dice <em>&#8220;che shifo questi volantini buttati in terra!&#8221;</em>.</p>
<p>Mi limito a segnalare <a href="http://liberi.cittadiniglobali.org/2012/01/la-sottile-differenza-tra-finanziatori-elettori-militanti-e-cittadini/" target="_blank">questo lucidissimo post</a>, che potete leggere per intero, e ve lo consiglio, ma che in sostanza si racchiude in un passaggio:</p>
<p><span style="color: #333399;"><em>&#8220;C’è anche da dire una cosa, a discolpa dei partiti (non solo il PD), che sono un covo di incapaci e di falliti, gente che non ha un lavoro, una professionalità, una preparazione, ma nemmeno un ideale. Gente così non è capace di fare nulla se non replicare l’organizzazione che ha trovato. Peggiorandola magari. E allora è inutile ammazzarsi per far funzionare l’organizzazione per come era una volta. Molto meglio voltare pagina.&#8221;</em></span></p>
<p>Se ci si ostina a comunicare questi temi, non esiste mezzo, socialnetwork o partecipazione possibile per agire in maniera degna. Quindi, <strong>al netto dei manifesti abusivi</strong> -che potevano e dovevano non essere tali al di là degli obiettivi di comunicazione-, <strong>ad essere un flop non é la campagna nella sua Forma ma la politica nel suo Contenuto</strong>. Sul web e non.<br />
E siccome questo lo sappiamo, non é tempo di ergerci a esperti della Rete ma di<em> &#8220;voltare pagina&#8221;</em> come cittadini, chiedendo che si fermi lo scempio delle cittá, terra dell&#8217;abuso del potere di maggioranze e opposizioni, ma anche, per favore, che ci si rassegni al cambiamento.<br />
E se si vuole tesserare, lo si faccia porta a porta. E&#8217; più virale.</p>
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		<title>La moda che comunica</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Trendsetter e fashion blogger, creativi e appassionati di stile, cosa sarebbe la moda senza di voi? Questa notizia vi interesserà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trendsetter e fashion blogger, creativi e appassionati di stile, cosa sarebbe la moda senza di voi?<br />
Questa notizia vi interesserà di sicuro.<br />
Il <strong>23 </strong><strong>gennaio 2012 l’Accademia di Costume e di Moda </strong>inaugura la nuova edizione del <strong>Corso di Alta Formazione in “COMUNICAZIONE DI MODA”</strong>, che prevede una durata di 400 ore in aula e lo stage presso aziende dei Settori Comunicazione e Moda, al termine del corso.</p>
<p>La Moda è comunicazione.</p>
<p>Quale luogo ideale, se non l’Accademia di Costume e di Moda, che da oltre quarant’anni forma i nuovi talenti della Moda, seguendo di pari passo  il sistema in continua evoluzione della comunicazione di Moda. Dalla sua nascita ad oggi, l’Accademia ha sempre rivolto particolare attenzione agli inarrestabili mutamenti del modo di creare, interpretare e comunicare la Moda.</p>
<p>Il testamento spirituale della sua fondatrice, Rosana Pistolese, è percettibile nella formula didattica del corso che unisce aree tematiche culturali, tecniche e workshop che danno la possibilità al discente di entrare nel mondo del lavoro con una ricca base di conoscenza e curiosità creatività. <strong>Riconosciuta da luglio 2011 dal MIUR- Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca</strong>-  come Istituzione a autorizzata a rilasciare titoli di Alta Formazione, L’Accademia propone nel corso la dimensione di “scuola-laboratorio” che crea una condivisione di saperi, sperimentazione ed iniziative.</p>
<p>Grazie all’introduzione della formula del coaching, gli studenti saranno formati ad allenare il proprio talento comunicativo, con la definizione di obiettivi-sfida, progressioni di esperienze senza tralasciare motivazione ed impegno. Accanto alla didattica classica di un corso di Alta Formazione, il percorso prevede diversi seminari e speech di persone autorevoli del Settore che, grazie alla loro testimonianza professionale, trasmetteranno agli allievi una visione concreta dello sconfinato mondo lavorativo che si apprestano a varcare.<br />
<a rel="attachment wp-att-730" href="http://www.manafactory.it/news/la-moda-che-comunica/attachment/accademia"><img class="alignleft size-full wp-image-730" title="Accademia" src="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/12/Accademia.jpg" alt="Accademia di Costume e Moda logo" width="220" height="80" /></a></p>
<p>Il programma del corso, che vede coinvolta anche la nostra manafactory in alcune docenze, prevede approfondimenti su<br />
COMUNICAZIONE DI BRAND E DI PRODOTTO, GIORNALISMO, UFFICIO STAMPA, PUBBLICHE RELAZIONI , EVENTI, COOL HUNTING, STYLING E FASHION BLOG, FASHION WEB 2.0, FASHION FILM&#8230; non saranno più termini così lontani o sconosciuti, bensì diventeranno le figure professionali che gli allievi, al termine del corso, saranno in grado di intraprendere.</p>
<p>Il Corso è coordinato da <strong>Gioacchino De Chirico</strong>, giornalista ed esperto in comunicazione. Collabora con il Servizio Cultura de Il Corriere della Sera ed. romana, ed insegna presso l’Università del Molise. E’ autore di articoli, saggi e dispense  su argomenti di comunicazione e sul tema dell’organizzazione e ideazione di eventi. Particolare attenzione dedica all’editoria, Arte, Cultura e Comunicazione non convenzionale.</p>
<p>Per informazioni:<br />
Ufficio Informazioni: dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 18.30<br />
Tel . +39 06 68 64 132 o +39 06 68 68 169<br />
Mail: <a href="mailto:info@accademiacostumeemoda.it"><strong>info@accademiacostumeemoda.it</strong></a><br />
<a href="http://www.accademiacostumeemoda.it" target="_blank">accademiacostumeemoda.it</a></p>
<p>Facebook: <a href="https://www.facebook.com/pages/Accademia-di-Costume-e-di-Moda/75874409682" target="_blank">Accademia di Costume e di Moda</a><br />
Twitter: <a href="https://twitter.com/#!/search/realtime/AccaCostumeModa" target="_blank">AccaCostumeModa</a></p>
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		<title>SOCIALNETWORK, MELE E KIWI</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 12:27:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due identità &#8220;social&#8221; sembrano ufficialmente in crisi: i politici e le aziende. E c&#8217;è qualcosa di diverso dal passato, qualcosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Due identità &#8220;social&#8221; sembrano ufficialmente in crisi</strong>: i politici e le aziende. E c&#8217;è qualcosa di diverso dal passato, qualcosa di conclamato e al tempo stesso indicibile. Qualcosa che ha a che vedere con professioni e mestieri (anche il nostro) e con rivelazioni e salvezze annunciate ma mai pienamente compiute.</p>
<p style="text-align: left;">La politica, passata la sbornia che ha portato alle amministrative, ha visto lo spostamento collettivo sul <em>Vendola Style</em>: status compulsivi, pensieri su qualsiasi tema, spesso diari del giorno a certificazione di una vita terrena.</p>
<p style="text-align: left;">Forse, osiamo pensare, ci si è sbrigativamente dedicati a cristallizzare in un modello di comunicazione quello che era un ottimo <strong>esperimento sul tempo breve</strong>? Forse. Nel frattempo, poi, sono sono subentrati alcuni <strong>elementi nuovi, che hanno giocato da variabili</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>1- Il ridimensionamento dello strumento:</strong> la campagna elettorale delle amministrative si è giocata sull&#8217;entusiasmo verso i social network, destinato a ridimensionarsi (ma va?).<br />
<strong>2- Il tempo:</strong> sono passati sei mesi. E sei mesi, in politica, sono un&#8217;eternità. Se riproponi il modello di sei mesi prima, qualcosa non va (ma va?).<br />
<strong>3- L&#8217;arrivo dei &#8220;sobri&#8221;:</strong> i nuovi volti al governo, con la loro assenza dai social network, invece di risultare &#8220;vecchi&#8221; sembrano una boccata d&#8217;aria fresca perchè sta funzionando il transfert (colpo basso!) per cui, siccome ci salveranno riportandoci alla sobrietà, qualunque comportamento adottino, questo risulta immediatamente più virtuoso del precedente (ma va?).</p>
<p style="text-align: left;">Le tre variabili hanno funzionato per i profili social come <strong>la mela vicino ai kiwi</strong>.<br />
Sapete di cosa parliamo, vero? Se uno ha un cesto di kiwi belli acerbi e sodi e mette loro vicino una mela, quelli maturano di botto, si afflosciano e quando li prendi in mano esplodono con relativa produzione di moscerino.<br />
Esattamente ciò che sta accadendo alle pagine facebook dei politici.<br />
I loro status risultano <strong>ossessivi</strong>, <strong>fuori tempo</strong>, vengono <strong>duplicati su Twitter spesso senza hashtag</strong> (chiave per seguire un tema, base della sintassi di Twitter) e, soprattutto, sembrano gridare IO CI SONO a una <strong>base chiusa su se stessa</strong>, con linguaggi da esoterismo di provincia.<br />
Nessuno che sia autorevole, nel presidiare la paginetta&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><a rel="attachment wp-att-682" href="http://www.manafactory.it/learning/socialnetwork-mele-e-kiwi/attachment/melakiwi"><img class="alignleft size-full wp-image-682" title="melakiwi" src="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/11/melakiwi.jpg" alt="" width="220" height="80" /></a>E veniamo alle <strong>aziende</strong>. Non diversamente dalla politica, hanno creato pagine Facebook e profili Twitter dove, solitamente, ripropongono i contenuti del sito. Quindi c&#8217;è un emittente, il sito, e un riproduttore, il social network di turno.</p>
<p style="text-align: left;">Cos&#8217;è che non torna? Prima di tutto il <strong>marketing</strong>. Se sono un&#8217;azienda, il mio obiettivo è avere clienti soddisfatti e nuovi clienti. Due punti non coperti dalla riproduzione di notizie destinate al sito o alla stampa. Per i clienti che sono con te, hai bisogno di pensare al <strong>customer care</strong>. Per quelli che potrebbero sceglierti, hai bisogno di <strong>campagne</strong>. L&#8217;uso dei social network, così come lo vediamo ora, non copre i due requisiti, anzi, va esattamente in direzione opposta: in un terrotorio <em>social</em> si parla con un distacco degno di un&#8217;accademia.</p>
<p style="text-align: left;">Un piccolo passo laterale, oggi, potrebbe anche essere fatto sul piano delle <strong>buone pratiche</strong>.<br />
In politica, sarebbe bello vedere più progetti di <strong>ascolto e partecipazione</strong>, che lascino agli aggiornamenti di status il ruolo di volano di spazi creati ad hoc, su temi chiari e valori condivisi.<br />
Nulla contro il &#8220;diario&#8221;, sempre che l&#8217;ottica sia quella del <strong>confronto</strong>. Ma quelle dodici righe per la base dei militanti sanno, sempre di più, di un fastidioso presidio.</p>
<p style="text-align: left;">Per le <strong>aziende</strong>, basterebbe selezionare campagne di prodotto, valutando caso per caso il grado di partecipazione e dialogo.  Altro tema è il <strong>customer care</strong>. Quante aziende italiane, oggi, sono disposte a mettersi in gioco oltre un call center delocalizzato? Poche. Perchè la realtà è che gli ex monopolisti si comportano ancora come se fossero tali mentre chi è sul mercato sa che un customer care <em>social </em>costa in formazione delle risorse e in tecnologie di supporto. E vabbe&#8217; ma qualcosa andrà pure fatto&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">La sfida, per gli uni e per gli altri, sembra inevitabile. Dopo le gioie dell&#8217;infanzia, arriva lo sconvolgimento dell&#8217;adolescenza. I profili sui social network dovranno rassegnarsi ad affrontarla, se vogliono diventare grandi.</p>
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		<title>Astenersi &#8220;prendi-pane-dal-frigorifero&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 10:08:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Coincidenze, corrispondenze, fate voi. Certo è che, se proprio nel giorno in cui rifletti sul livello imbarazzante del dibattito sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Coincidenze, corrispondenze, fate voi.<br />
Certo è che, se proprio nel giorno in cui rifletti sul livello imbarazzante del dibattito sulla comunicazione web in Italia (con eccezioni: Meet the nedia Guru e Frontiers of Interaction), poi ti imbatti in un articolo di Peter Shankman dal titolo -esplicito- <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/06/no-social-media-expert.html" target="_blank">&#8220;Perchè NON assumere un social media expert&#8221;</a>, allora pensi <em>&#8220;SI! Qualcuno mi ama&#8230;lassù, ma anche quaggiù. Oltreoceano, per esempio&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: center;">Shankman non è un tecno -guru, nè un tecno-fighetto (anche se viene il dubbio che quest&#8217;ultima sia una specie molto europea). Comunque, basta leggere il suo <a href="http://shankman.com/" target="_blank">curriculum</a>.<br />
Il nostro, in poche e eccellenti righe, si prende la briga di dire alle aziende che l&#8217;illusione da socialnetworking è una sontuosa vendita di aria fritta impacchettata, almeno così come viene attuata da qualche anno a questa parte.<br />
E, in un crescendo di esempi a dir poco d&#8217;impatto, dona a noi tutti una boccata d&#8217;aria buona, non fosse altro per quel sottile richiamo all&#8217;etica professionale, alla competenza e allo studio.</p>
<p style="text-align: center;"><em><br />
&#8220;Essere un Social Media Expert è come essere un esperto nel prendere il pane dal frigorifero.<br />
Potresti essere il miglior prendi-pane-dal-frigorifero al mondo, ma la sai una cosa? L’obiettivo è quello di fare un panino fantastico, e non puoi farlo se tutto quello che hai sempre fatto nella vita è prendere il pane dal frigo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: center;">Parole da mandare a memoria.</p>
<p style="text-align: center;">Infatti questo articolo lo abbiamo stampato e appeso, dedicandolo a tutte le volte ci è stato chiesto di essere un po&#8217; &#8220;prendi-pane-dal-frigorifero&#8221; e a tutte le volte che ci siamo guardate dicendoci &#8220;ma non sarebbe molto più comodo essere più prendi-pane-dal-frigorifero&#8221;?</p>
<p style="text-align: center;">Buona lettura e grazie a <a href="http://blog.tagliaerbe.com/" target="_blank">Tagliaerbe</a> che lo ha tradotto e rilanciato.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.tagliaerbe.com/2011/06/no-social-media-expert.html" target="_blank">&#8220;Perchè NON assumere un social media expert&#8221;</a> &#8211; da Tagliablog, 1 giugno 2011</p>
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		<title>STEVE CHE INVENTO’ (SOLO PER NOI E POST MORTEM) LA CASE HISTORY PERFETTA</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 13:53:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sto andando in ufficio. Il tragitto oggi è tappezzato di mele (Apple).  Sono mele a lutto firmate Sinistra, Ecologia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-638" href="http://www.manafactory.it/news/635/attachment/ciaosteve"><img class="alignleft size-full wp-image-638" title="ciaosteve" src="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/10/ciaosteve.jpg" alt="" width="220" height="80" /></a>Sto andando in ufficio. Il tragitto oggi è tappezzato di mele (Apple).  Sono mele a lutto firmate Sinistra, Ecologia e Libertà.</p>
<p>Siccome quelle ultime 3 parole, in macchina, con il traffico, con quello che sto sentendo alla radio suonano come un po&#8217; alla &#8220;Sole, Cuore, Amore&#8221;&#8230;<br />
Siccome &#8220;l&#8217;appropriazione indebita&#8221; di un marchio o di un&#8217;idea mi riporta ai tempi di Veltroni/Obama con il SI PUO&#8217; FARE, che in versione italiana suonava <em>se po&#8217; fa&#8230;</em><br />
Siccome penso che il rigoroso e snobissimo Steve se avesse incrociato il <em>Vendola Style</em> sarebbe inorridito (cattiva?)&#8230;<br />
Mi domando: MA SONO FOOLISH?</p>
<p>Arrivo, accendo il pc (il pc, sì!) e me ne vado a blaterare su Facebook.<br />
Trovo gruppi di HUNGRY sdrucciolati in orde di ANGRY.<br />
Vendola risponde e prende le distanze.</p>
<p>Sbalorditi, restiamo HUNGRY (Steve, qui in Italia è facile).<br />
Hungry di coerenza, correttezza, sincerità, ma soprattutto hungry di idee originali che avremmo pure in mente. Solo che una banda di FOOLISH fa da tappo intellettuale.</p>
<p>Ma siamo LUCKY. Ci serviva una case history di comunicazione politica per chiudere un&#8217;analisi. La abbiamo in mano senza il minimo sforzo: due screenshot e andiamo a fare la spesa. Grazie Steve.</p>
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		<title>Le parole sono importanti? Quelle degli italiani sì</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 16:13:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[SOLIDARIETA&#8217;, MERITO, ENERGIA PULITA, BENE COMUNE, INTERNET, DECRESCITA, UNITA&#8217; NAZIONALE, PARTECIPAZIONE, GIOVANI, TESTAMENTO BIOLOGICO&#8230; sono belle parole. Le trovate nel Rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SOLIDARIETA&#8217;, MERITO, ENERGIA PULITA, BENE COMUNE, INTERNET, <span id="more-621"></span>DECRESCITA,  UNITA&#8217; NAZIONALE, PARTECIPAZIONE, GIOVANI, TESTAMENTO BIOLOGICO&#8230; sono belle parole.</p>
<p>Le trovate nel <em><a href="http://www.demos.it/a00610.php" target="_blank">Rapporto &#8220;Il nuovo lessico degli italiani&#8221;</a> </em>disponibile da luglio sul sito di Demos. Leggetelo, tanto è breve.</p>
<p>Già annoiati? Noi no.<br />
Studiavamo cosa scrivevano Clinton, Bill Gates sul suo bel <a href="http://www.thegatesnotes.com/" target="_blank">Gates Notes</a> (sempre più bello, sempre più semplice), Al Gore, che non si smentisce mai, e leggevamo voci di menu come <strong>EDUCATION &#8211; HEALTH &#8211; ENERGY &#8211; CARE &#8211; WORLD</strong>, immaginando che prima o poi -prima o poi, sì- le avremmo trovate anche tradotte su un sito nostrano.<br />
Nel frattempo, credevamo nella solidarietà e nella collaborazione, vedendo andare avanti il mondo e l&#8217;Italia no.</p>
<p>Quindi no. Non siamo annoiate.</p>
<p>Il rapporto, lo dicono anche gli autori, suscita un senso di <em>deja-vu</em>: <em>&#8220;il successo attribuito a internet, ma soprattutto al bene comune, alla solidarietà, all&#8217;energia pulita, alla partecipazione&#8230; un trionfo di buoni sentimenti&#8221;.</em><br />
Ma <strong>non è di sentimenti che si tratta</strong>, quanto di parole specifiche che hanno bisogno di <strong>contenuti concreti</strong>.<br />
E se è così, il <em>deja-vu</em> non c&#8217;è più.</p>
<p>Sono <strong>IN</strong>, in ordine di grandezza percentuale:<br />
<strong>Solidarietà, Merito, Energia pulita, Bene comune, Internet, Decrescita, Unità nazionale, Partecipazione, Giovani, testamento biologico</strong>.</p>
<p>Sono <strong>OUT</strong>, in ordine di grandezza percentuale:<br />
<strong>Matrimonio gay, Individualismo, Veline, Federalismo, Stato, Accanire, Berlusconi, Padania, Declino, Partiti.</strong></p>
<p>Noi non diremo l&#8217;avevamo detto (o lo abbiamo detto e ci perdonerete), però vi ricordiamo solo di ricordarvelo.</p>
<p><em><a rel="attachment wp-att-625" href="http://www.manafactory.it/learning/le-parole-sono-importanti-quelle-degli-italiani-si/attachment/education-reform-and-kipp_220xv"><img class="alignleft size-full wp-image-625" title="workhard" src="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/09/Education-Reform-and-KIPP_220xV.jpg" alt="" width="220" height="330" /></a>Ps.</em> Rimane nella storia il dialogo tra la nostra Mussetti e un gruppo politically correct, radicalissimi chicchissimi, in cui la nostra creò il gelo con un &#8220;e che palle con &#8216;sti matrimoni gay! ma chissenefrega!&#8221;. Le uscì così, e riuscì anche a tenere testa alla conversazione sostenendo che &#8220;di tante battaglie che dovremo affrontare per riempire di contenuto quelle parole, beh questa battaglia, poteva serenamente aspettare&#8221;.<br />
Intervistata sulla porta di Manafactory, la Mussetti commenta: &#8220;Nel rapporto è la prima della lista, a dir la verità, rispetto alle altre che leggo, in questo caso un po&#8217; mi dispiace dire ve l&#8217;avevo detto! Prima della lista è troppo anche per me&#8221;.<br />
Oggi è umile <img src='http://www.manafactory.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Macchianera Blog Awards 2011, Manafactory tra i finalisti</title>
		<link>http://www.manafactory.it/news/macchianera-blog-awards-2011-manafactory-tra-i-finalisti</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 15:38:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[macchianera blog awards 2011/2]]></category>
		<category><![CDATA[nomination]]></category>
		<category><![CDATA[web agency]]></category>

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		<description><![CDATA[Manafactory è tra i dieci finalisti dei Macchianera Blog Awards 2011/12 nella categoria &#8220;Miglior web agency / digital PR online&#8221;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Manafactory è tra i dieci finalisti dei Macchianera Blog Awards 2011/12 nella categoria &#8220;Miglior web agency / digital PR online&#8221;.</p>
<p>Siamo molto contenti! È stato un anno importantebe ricco e dobbiamo davvero ringraziare chi ci ha sostenuto, candidandoci e supportandoci. </p>
<p>Ora, se ne avrete voglia, potete votare fino a mercoledì 28 settembre.<br />
I risultati verranno annunciati sabato 1 ottobre alle ore 21 nella cerimonia di premiazione a Riva del Garda nell’ambito della BlogFest.</p>
<p>Ecco come votare:</p>
<p><iframe src="https://docs.google.com/a/macchianera.net/spreadsheet/embeddedform?formkey=dEp1VjFkODVaWlhpakZUemg4RlI1N3c6MQ" width="492" height="8481" frameborder="0" marginheight="0" marginwidth="0">Loading…</iframe></p>
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		<title>Online turismoroma.it, il portale del turismo nella Capitale realizzato da Manafactory per Zètema</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 14:54:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo cinque mesi di riorganizzazione dei contenuti e di integrazione dei dati di 060608, il nuovo sito turistico della Capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo cinque mesi di riorganizzazione dei contenuti e di integrazione dei dati di 060608, il nuovo sito turistico della Capitale è online. Manafactory lo ha realizzato per Zètema e con la collaborazione editoriale dell&#8217;Ufficio Turismo di Roma Capitale, che ha curato i contenuti.</p>
<p>La nostra sfida con <a href="http://www.turismoroma.it" target="_blank">www.turismoroma.it</a> è stata duplice.<br />
Da una parte abbiamo voluto raccontare Roma ai milioni di turisti che ogni anno la visitano o la attraversano, parlando il linguaggio e la rappresentazione visiva propria delle guide turistiche.<br />
Dall&#8217;altra abbiamo voluto integrare su mappe che parlano il linguaggio comune e noto della georeferenziazione su Google, i dati provenienti dall’immenso e aggiornatissimo database di <a href="http://www.060608.it" target="_blank">www.060608.it </a>che presenta, dal 2007, i servizi turistici, l’offerta culturale e gli spettacoli di Roma Capitale, .</p>
<p>Il cuore del portale è sicuramente la mappa dei quartieri di Roma, finalmente &#8220;chiamati&#8221; con il nome con cui vengono appellati dai cittadini di Roma: <strong>Ghetto</strong>, <strong>Pigneto</strong>, <strong>Salario</strong>&#8230;</p>
<p><a rel="attachment wp-att-592" href="http://www.manafactory.it/news/online-turismoroma-it-il-portale-del-turismo-nella-capitale-realizzato-da-manafactory-per-zetema/attachment/turismoroma_1"><img class="alignleft size-full wp-image-592" title="turismoroma_1" src="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/07/turismoroma_1.jpg" alt="" width="220" height="80" /></a>Importanti anche i servizi presenti sul sito, come il <strong>customer care</strong>, che dovrebbe consentire un monitoraggio puntuale dei <strong>servizi cittadini</strong> e la prenotazione del soggiorno tramite <strong>hotel reservation</strong>.</p>
<p>La chiarezza e l’organizzazione dei contenuti hanno richiesto la realizzazione di una nostra approfondita analisi  e relativo benchmark tra i siti delle più importanti Capitali del mondo e il risultato ha consentito di garantire la chiarezza visiva e di argomenti che caratterizzano il portale  turismoroma.it.  Tecnicamente, il valore del portale sta nella sua immediata capacità di <strong>georeferenziare</strong> tutta l’offerta: “l’around me”, per intenderci, e l’integrazione dei dati di 060608 che rappresenta un passo importante nella “messa a sistema” delle informazioni di servizio sulla Capitale. Inoltre, è stata evidenziata, finalmente, la <strong>ricchissima offerta low cost o gratuita che regala Roma</strong>.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-599" href="http://www.manafactory.it/news/online-turismoroma-it-il-portale-del-turismo-nella-capitale-realizzato-da-manafactory-per-zetema/attachment/rassegnastampa_turismoroma-2">Rassegna stampa Turismoroma.it</a></p>
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		<title>Giornate della creatività e dell&#8217;innovazione 2011. Noi, &#8220;liberi di&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 15:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[roma provincia creativa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;di credere -testardamente- nel valore dei contenuti e di lavorare pensando che comunicare sul web sia la strada più giusta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.manafactory.it/news/giornate-della-creativita-e-dellinnovazione-2011-noi-liberi-di/attachment/manafactory-paola-francesca" rel="attachment wp-att-580"><img src="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/06/manafactory-paola-francesca.jpg" alt="" title="manafactory-paola-francesca" width="220" height="80" class="alignleft size-full wp-image-580" /></a>&#8230;di credere -testardamente- nel valore dei contenuti e di lavorare pensando che comunicare sul web sia la strada più giusta e anche la più divertente.<br />
Il <strong>24 giugno</strong> saremo con altre aziende &#8220;libere e creative&#8221; della provncia di Roma alle <strong>Giornate della creatività e dell&#8217;innovazione 2011</strong>, organizzate al <strong>Macro Testaccio</strong> dalla <strong>Provincia di Roma</strong>.<br />
Quattro giorni di dibattiti, performances e iniziative dedicate interamente alla creatività e all’innovazione. Un momento importante per il territorio e le sue &#8220;energie&#8221;.<br />
Come scrive oggi sul Corriere della Sera <strong>Gioacchino De Chirico</strong>, curatore della sezione Comunicazione del catalogo di romaprovinciacreativa 2011 &#8220;<em>&#8230;qualcosa è cambiato nello scenario che fa da contorno, in Europa e nel Mediterraneo. Per usare l’espediente linguistico di sociologo nord americano Richard Florida</em><em>, si può dire che le tre T si sono rese conto di non farcela da sole e hanno chiamato in aiuto tre S. La T di Talento si è resa conto che senza la S di Scuola non può andare lontano, crescere e trasmettere le proprie conoscenze. La T di Tolleranza, per misurarsi con la realtà quotidiana, ha compreso che non può fare a meno della S di Solidarietà. Infine, la T di Tecnologia ha imposto a se stessa una salutare e qualificante mutazione interna. E’ uscita dalla solitudine ed è diventata “social”. Ha abbandonato la deriva tecnocratica e ha incontrato la S di Società aumentando in modo esponenziale la sua efficacia. La tecnologia, al servizio delle esigenze sociali, ha aiutato a riempire le piazze e a far cadere i regimi. Ha aiutato a ricostruire il tessuto delle relazioni umane e per questo ha rifondato le premesse di uno sviluppo economico, equo e sostenibile. Sulla sfondo, protagonista attiva, l’eterogeneo tessuto sociale di Roma e le sue conoscenze diffuse, miniera di stimoli creativi</em>&#8220;.</p>
<p>Sulle pagine dell&#8217;edizione romana del <strong>Corriere della Sera</strong> di oggi potete vedere anche le nostre facce e il nostro cane.<br />
Se ne volete sapere di più, invece, andate sul sito di <a href="http://www.romaprovinciacreativa.it/ritratti/giornate-della-creativita-e-dell%E2%80%99innovazione/" target="_blank">romaprovinciacreativa</a>.<br />
<em>Dal Corriere della Sera &#8211; cronaca di Roma del 23 giugno 2011</em></p>
<p><em><a href="http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/06/Corsera-23giugno2011.pdf" target="_blank">Liberi e creativi</a> &#8211; di Simona De santis,</em></p>
<p><em><a href=" http://www.manafactory.it/wp-content/uploads/2011/06/CorseraDeChirico_23-06-2011.pdf" target="_blank">Se il talento ritrova la società</a> &#8211; di Gioacchino De Chirico</em></p>
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		<title>Vincere sul web? L&#8217; &#8220;effetto domino&#8221; dei valori</title>
		<link>http://www.manafactory.it/news/vincere-sul-web-l-effetto-domino-dei-valori</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 08:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[politica 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[socialnetwork e elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa abbiamo fatto in questi mesi? Abbiamo osservato una campagna pro nucleare che aveva bisogno di televisioni e grande schermo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa abbiamo fatto in questi mesi?</p>
<p>Abbiamo osservato una <strong>campagna pro nucleare</strong> che aveva bisogno di televisioni e grande schermo e una <strong>campagna contro il nucleare</strong> alla quale bastavano una buona idea, una connessione e delle belle facce di ragazzi direttamente coinvolti nel progetto <a href="http://www.ipazzisietevoi.org/public/" target="_blank">I pazzi siete voi</a>.<br />
Abbiamo osservato la <strong>campagna per l&#8217;acqua pubblica</strong>, nata due anni fa nei comitati locali, su quel &#8220;territorio&#8221; con il quale si dice che non bisognerebbe perdere il contatto, mai. I comitati locali, quel contatto, lo hanno ampiamente presidiato, trasferendo in rete la forza delle relazioni reali.<br />
Abbiamo osservato la <strong>campagna elettorale per le amministrative</strong>, nutrita da gaffes di consiglieri di futuri sindaci, dalla loro totale inadeguatezza all&#8217;uso dei mezzi e dei mezzi che si rivoltano loro contro (soggetto perfetto per un film).</p>
<p>Prima ci era riuscito solo Obama, e <strong>Obama era il modello</strong>. Il modello della politica ai tempi del 2.0, quello da inseguire, rincorrere, imitare. Ci dicevano <em>&#8220;prendi Obama, hai visto cosa ha combinato?&#8221;</em>.<br />
Eh sì, lo avevamo visto insieme a qualche milione di americani.<br />
Contammo un centinaio di spindoctor, all&#8217;epoca, invitati a tenere <em>speech</em> di pochi minuti nelle sale conferenze delle aziende italiane. Uno di loro, ce lo ricordiamo, si prese la briga di informare la platea che un prodotto come Obama era buono di per sè, con o senza socialnetwork.<br />
Ci sentimmo sollevate. Perchè <strong>il prodotto e il contenuto ancora avevano un valore</strong>.</p>
<p>Qualche idea, oggi, ce la concediamo<em>*</em>.<br />
La rete, per come finalmente ci si è mostrata in questi mesi &#8220;densi&#8221; di temi politici e di cittadinanza, agisce su un gruppo che già condivide valori, <strong>innescando a livello profondo l&#8217;appartenenza, con tutto ciò che ne consegue: bisogno di affermazione, difesa delle idee, dialogo tra pari</strong>&#8230;<br />
Altro non ha fatto che presidiare mirabilmente un <strong>ruolo formativo, culturale e emotivo verso un &#8220;gruppo di condivisione&#8221;</strong>.<br />
Dopo, e solo dopo, è arrivato tutto il resto: le tecniche, il marketing, gli esperti, il passaparola, la reputation. In parte anche il nostro lavoro. Semplicemente dopo.<br />
Fateci caso, quanto appaiono patetici e deboli quei tentativi di rincorsa a temi “green” da parte di chi, fino a ieri, e ciecamente sostenuto da sondaggi pietosi come il medico del detto popolare, seminava nel web aridi semi pro-nucleare?</p>
<p><strong>La rete non è ottusa o beota. </strong>Conviene fermarsi, ridefinire le strategie. Chi ha vinto, chi ha perso, ricordi che <strong>il web è pancia e testa</strong>, che lo si voglia o no.<br />
E&#8217; pancia che ha bisogno delle gaffes di Red Ronnie e degli sfoghi di Renato Brunetta, ed è testa che ha bisogno di diffondere nel dettaglio le ragioni di un voto.<br />
Da una parte si nutre la <strong>propaganda</strong>, dall&#8217;altra si nutre la <strong>riflessione critica</strong> in una ipertrofia che genera <strong>movimento individuale e azione collettiva</strong>.<br />
Si muovono le persone, &#8220;nutrite&#8221; nel bisogno di appartenenza, si muovono le idee.<br />
Si muove il web, nei profili, nei gruppi, sulle pagine.<br />
Si muove la Realtà, nelle parole scambiate quotidianamente in un posto di lavoro, su un mezzo pubblico, in un mercato.</p>
<p>Oggi più di ieri, abbiamo chiaro che <strong>la condivisione di valori è alla base di qualunque sfida vinta da un gruppo</strong>. La differenza, rispetto al passato, sta nel fatto che in rete presidiamo quotidianamente quei valori, li sosteniamo, esistiamo, e ben volentieri accettiamo l&#8217;autogol di chi si dimentica che siamo qui, armati di <em>like</em>, <em>share</em>, commenti e una sana, sanissima, voglia di alleviare il presente mentre lo si ripensa.</p>
<p><em>*</em>hanno ispirato questi pensieri:</p>
<p><strong>Massimiliano Martucci</strong>, autore di <a href="http://officinanarrativa.wordpress.com/2011/06/15/la-sinistra-vince-sul-web-grazie-a-stracquadanio-e-a-brunetta/" target="_blank">La sinistra vince sul web grazie a Stracquadanio (e a Brunetta)</a> , così impara a provocarci sulla bacheca di Facebook in un pomeriggio di caldo torrido <img src='http://www.manafactory.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Paolo Bottazzini</strong>, autore di <a href="http://www.linkiesta.it/dati-e-numeri-cosi-la-rete-ha-vinto-i-referendum" target="_blank">Dati e numeri: così la Rete ha vinto i referendum</a>, che non conosciamo personalmente ma ringraziamo per il contributo involontario dato al dibattito notturno del gruppo Facebook &#8220;Lavorare e comunicare in Web 2.0&#8243;.</p>
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